Il femminicidio e la violenza di genere, inevitabilmente, rientrano in quel “listone nero” di piaghe che continuano ad affliggere la nostra nazione. Quante volte, ogni giorno, siamo costretti a vedere nei nostri teleschermi o, più semplicemente, leggere tra le news principali dei quotidiani a proposito di episodi di violenza perpetrata nei confronti delle donne? Le continue manifestazioni organizzate in molte città, tese ad invocare un intervento deciso da parte delle istituzioni, sembrano non riuscire a placare un flusso che, purtroppo, cresce di giorno in giorno. Lo testimoniano alcuni dati: nel 2017, secondo l’Istat, la media è di una vittima ogni tre giorni, mentre negli ultimi dieci anni in Italia le donne uccise sono state 1740 (fonte Ansa.it).
Non è nostro compito entrare nel dettaglio, ma l’introduzione fatta sopra serve per spostarci verso il tema della marginalizzazione delle donne nello sport: le donne che non praticano alcuna disciplina sportiva sono circa il 57%, mentre gli uomini il 49%. Nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, periodo determinante per la propria crescita, solo l’8% delle ragazze fanno sport a fronte di un 19% dei ragazzi. Dati, questi ultimi, riportati dall’ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani), che invitano a riflettere su questo fenomeno. Anche i media giocano un ruolo importante: sempre in base alle statistiche riportate dall’Associazione sopracitata, solo il 22% dei notiziari dà copertura a competizioni femminili.
La pallavolo è uno sport altamente praticato da entrambi i generi, basti vedere le numerose competizioni che, spesso, ci tengono incollate davanti allo schermo, a volte, in realtà, non trasmesse (ma questo è un altro tema…). Il numero di tesserati di sesso maschile e femminile varia in base alla zona e dipende anche da fattori legati ad altre discipline che, al momento, sembrano avere un peso maggiore. Noi come Pieve Volley, società che svolge attività in entrambi i settori (maschile e femminile), consideriamo il tema in questione essenziale e vogliamo riportare un esempio significativo di come il connubio tra i due generi sia tranquillamente realizzabile: il riferimento va al recente torneo di beach volley, organizzato dalla società e andato in scena durante la scorsa estate. In quell’occasione hanno partecipato squadre miste, senza alcuna distinzione: uomini e donne, ragazzi e ragazze a lottare insieme nello stesso rettangolo di sabbia, un evento che ha consentito loro di instaurare e rafforzare legami di amicizia sempre più solidi. Idea del club sarà quella di realizzare durante l’anno, magari in occasione delle ricorrenti festività, gare miste che si prestano quali importanti momenti di aggregazione.
Il 25 Novembre (in ricordo delle tre sorelle Mirabal che nel 1960, nella Repubblica Dominicana, vennero brutalmente assassinate dal regime di Trujillo) si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita dall’Onu nel 1999. Il Comune di Pieve a Nievole, per questa data, ha promosso una marcia fissata per le ore 15 nei punti indicati nel volantino, seguita da un incontro (ore 16) con le D.sse Mara Ferasin e Anna Massi che affronteranno il tema dal titolo “La violenza anche se non si vede, si sente!”. L’evento ha un chiaro scopo educativo di ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto, contrastare gli stereotipi di genere che sono a capo di una visione contorta di uomini e donne nella società, e quindi affinché tutti possiamo affermare con forza: “Stop alla violenza sulle donne!”.

